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Punto normativo fatturazione elettronica e FEA

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La legge n. 228/2012, ossia la c.d. legge di stabilità 2013 del 24 dicembre 2012, ha formalmente recepito la Direttiva Europea 45/2010, attuando una significativa modifica delle norme vigenti in materia di fattura elettronica.

In base alla nuova normativa, viene considerata fattura elettronica qualunque fattura inviata con mezzi telematici, a prescindere dal formato adottato e dal canale di trasmissione (art. 217 della Direttiva 45/2010/UE).

Ciò che rileva, ai fini della fattura elettronica, non è il tipo formato originario, ma la circostanzache la fattura sia in formato elettronico al momento dell’emissione o ricezione[1].

Rimane comunque fermo il requisito della previa accettazione da parte del destinatario, nonostante non ne venga disciplinata la modalità.

La fatturazione elettronica mostra i proprio effetti anche a livello di conservazione sostitutiva dei documenti, poiché qualora vi sia un accordo tra le parti coinvolte nel processo, entrambe sono vincolate all’obbligo di conservazione sostituiva.

Le firme che oggi vengono acquisite sui vari documenti cartacei potrebbero essere sostituite da firme elettroniche, a seconda dal documento e della validità ad esso attribuita[2].

Vale a dire che il contribuente che emette una fattura elettronica deve garantirne, nella più ampia libertà e autonomia:

·         L’autenticità dell’origine (attribuzione univoca del documento al soggetto emittente),

·         L’integrità del contenuto e la sue leggibilità al momento dell’emissione e per tutto il periodo di conservazione,

·         Utilizzo di sistemi di scambio elettronico di dati (EDI- Electronic Data Interchange) per la trasmissione elettronica,

·         Utilizzo di sistemi di controllo di gestione che assicurino un legame certo tra la fattura e l’operazione ad essa riferibile (scambio e-mail, contratti, DDT),

·         apposizione della firma elettronica qualificata o digitale dell’emittente.

Occorre rilevare, tuttavia, l’art. 233  della Direttiva prevede l’apposizione della firma elettronica avanzata e non cita la firma elettronica qualificata o digitale.

 


[1] [1] A titolo di esempio: 1) le fatture create in formato elettronico per mezzo di un software e successivamente inviate e ricevute in formato cartaceo non rientrano nella definizione comunitaria di fattura elettronica; 2) le fatture originariamente cartacee, poi scannerizzate, sottoscritte con FEA (basata su un certificato qualificato e creato attraverso un dispositivo di firma sicura), inviate e ricevute per porta elettronica,

[2] Art.21, comma 1, CAD :“Il documento informatico, cui è apposta una firma elettronica, sul piano probatorio è liberamente valutabile in giudizio, tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità e immodificabilità.”

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