Cos’è?

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Negli ultimi anni abbiamo assistito allo sviluppo capillare di Internet e delle aziende che forniscono i propri servizi attraverso la rete. La conseguenza di questo sviluppo ha mostrato fin da subito la necessità di salvaguardare la riservatezza e l’inviolabilità dei dati trasmessi. Ne consegue che la riservatezza dei dati in rete nonché la sicurezza delle transazioni commerciali sono diventate un obiettivo strategico per la crescita  di Internet.

In concetto generale di firma elettronica è molto ampio e comprende tutte le tecniche utilizzate per identificare un soggetto in un ambiente elettronico. In altre parole, consiste in una qualsiasi marcatura elettronica che permetta d’identificare l’identità del soggetto firmatario del documento.

La differenza tra le varie tipologie di firme è rappresentata sia dalla diversa tecnologia utilizzata che dalla loro capacità di assicurare la presenza di tutti gli elementi richiesti per garantire la manifestazione di volontà da parte del sottoscrittore, l’integrità e l’immodificabilità dello stesso.

Cos’è il documento informatico?

Le nuove tecnologie dell’informatica  hanno portato con sé la necessità di sostituire il tradizionale documento cartaceo con il suo “equivalente” informatico.

Il documento informatico è definito dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CDA) come “ la rappresentazione informatica di atti, fatti  o dati giuridicamente rilevanti[1].

Il documento informatico tuttavia, richiede ulteriori garanzie rispetto a quello cartaceo circa l’integrità e la paternità dello stesso, i quanto la trasmissione è legata a canali insicuri.

Per far fronte ai problemi di intercettazione e falsificazione, le tecniche di comunicazione devono garantire:

–      autenticazione del destinatario e dell’avvenuta ricezione del messaggio;

–      autenticazione del mittente e del contenuto de messaggio.

Inoltre, quando si tratta di un documento a validità legale, occorre l’idenificazione dell’autore, cioè l’individuazione certa di chi se ne deve assumere la responsabilità del contenuto.  (>>>>FIRMA DIGITALE).

Mentre nell’ipotesi del documento cartaceo c’è un legame diretto tra le informazioni contenute nel documento e il supporto atto a contenerlo, e l’identificazione dell’autore è affidata alla calligrafia, il documento informatico è riproducibile indefinitivamente e modaficabile con estrema facilità.

L’art. 20 del CAD[2] compie una fictio giuridica ed equipara il documento informatico a quello tradizionale, su supporto cartaceo.

Dunque, il documento informatico che sia stato sottoscritto con la firma digitale (di cui ci occuperemo più avanti), e che rispetti i requisiti stabiliti dalla legge, avrà efficacia probatoria ai sensi dell’art. 2712 cod. civ., formando piena prova dei fatti e delle cose ivi rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime.

 


[1] Art. 1, comma 1°, lett. p) del  D.lgs 7 marzo 2005, n. 82

[2] L’art. 20 CAD recita: “Il documento informatico da chiunque formato, la memorizzazione (1) su supporto informatico e la trasmissione con strumenti telematici conformi alle regole tecniche di cui all’articolo 71 sono validi e rilevanti agli effetti di legge, ai sensi delle disposizioni del presente codice.

L’idoneità del documento informatico a soddisfare il requisito della forma scritta e il suo valore probatorio sono liberamente valutabili in giudizio, tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualita’, sicurezza, integrità’ ed immodificabilità, fermo restando quanto disposto dall’articolo 21. (2)”

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