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La Firma Elettronica Avanzata

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La Firma Elettronica Avanzata (in seguito FEA) [1]nasce in particolare per far fronte alle esigenze di coloro che hanno necessità di impiegare sistemi di firma di semplice utilizzo nei rapporti intrattenuti con soggetti terzi, in tutti quei casi in cui non è richiesto il valore probatorio di cui all’art. 1350, comma 1, n. 1- 12 del Cod. Civ. per la forma scritta.

Come precedentemente detto la firma elettronica avanzata  è stata reintrodotta nel nostro ordinamento, in conformità con la legislazione europea. Il nuovo CAD definisce la FEA all’articolo 1, lettera q bis, come “l’insieme di dati in forma elettronica allegati oppure connessi a un documento informatico che consentono l’identificazione del firmatario del documento e garantiscono la connessione univoca al firmatario, creati con mezzi sui quali il firmatario può conservare un controllo esclusivo, collegati ai dati ai quali detta firma si riferisce in modo da consentire di rilevare se i dati stessi siano stati successivamente modificati”.

Il DPCM 22 febbraio 2013 rubricato  “Regole tecniche in materia di generazione, apposizione e verifica delle firme elettroniche avanzate, qualificate e digitali(…)”ha definito le nuove regole tecniche per poter utilizzare definitivamente gli strumenti di firma che impiegano i nuovi standard[2]. Tali norme prevedono in particolare, l’identificazione iniziale dell’utente del servizio, attraverso un documento di riconoscimento, la sottoscrizione da parte dello stesso, di una dichiarazione di accettazione delle condizioni del servizio[3], l’obbligo di rendere note all’utente sul proprio sito internet, le caratteristiche del sistema e delle tecnologie utilizzate.

Nella pratica, si tratta di una penna che ha lo stesso aspetto di una tradizionale bic, la cui punta, se passata su un tablet, consente una firma di proprio pugno, proprio come il processo tradizionale di sottoscrizione.

Il recente D.P.C.M. 22 febbraio 2013, ha liberalizzato le tipologie di forma avanzata, non vincolandole ad un certificato qualificato o un dispositivo sicuro, come previsto per le firme elettroniche qualificate e quelle digitali.

Si tratta, dunque di introdurre dei sistemi che consentano di legare un soggetto ad un documento, ma la cui tecnologia utilizzabile possa essere liberamente scelta dalle parti. Infatti, la normativa italiana sulla FEA non prevede che essa sia legata ad un determinato software o tecnologia, ma è un sistema neutro, che ne garantisca comunque la sicurezza, affidabilità, integrità e appartenenza ad un soggetto del documento immodificabile.

Tuttavia per controbilanciare questa libertà di mercato il legislatore ha comunque previsto che le soluzioni di FEA si applicano ai rapporti tra il firmatario FEA e il sottoscrittore che ne abbia preventivamente accettato le modalità di utilizzo[4].

Inoltre, i soggetti proponenti la FEA possono chiede la certificazione ad una terza parte indipendente (a tal fine autorizzata), che attesti la conformità del proprio sistema di gestione per la sicurezza delle informazioni alla norma ISO/IEC 2700.

 

 

Rispetto alla firma elettronica semplice, l’insieme dei dati che caratterizzano il processo di firma elettronica avanzata consente non solo l’identificazione certa del firmatario ma altresì garantisce la connessione univoca allo stesso, in quanto creata con mezzo su cui solo il titolare mantiene un controllo esclusivo.

La stretta connessione ai dati sottoscritti con la firma, permette di rilevare se i dati siano stati in un secondo momento modificati, realizzando un legame tra documento informatico- sottoscrizione.

L’art. 21 del CAD merita un attento esame, poiché riconosce infatti ai documenti informatici sottoscritti con firme elettroniche avanzate , l’efficacia probatoria dell’art. 2702 Cod. Civ. , vale a dire la valenza di scrittura privata , pienamente valida in quanto “l’utilizzo del dispositivo di firma si presume riconducibile al titolare, salvo che questi dia prova contraria”. Le FEA possono quindi essere validamente utilizzate in sostituzione della sottoscrizione autografa ed essere disconosciute solo dimostrando che il dispositivo di firma è stato usato fraudolentemente (nonostante la corretta custodia del titolare).

Proseguendo nell’analisi di detto articolo, il comma 2-bis mette in rilievo le garanzie di sicurezza date dalla firma qualificata e digitale, rispetto alla firma avanzata, escludendo l’uso quest’ultime per la sottoscrizione dei docuementi informatici contenenti le scritture provate di cui ai numeri 1-12 dell’art.1350 Cod.Civ.[5].

Riassumendo i documenti informatici non sottoscritti oppure sottoscritti  on firma elettronica semplice sono liberamente valutabili in giudizio, mentre i documenti sottoscritti con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale, acquistano efficacia probatoria pari alla scrittura privata di cui all’art.2702 Cod.Civ.



[1] La FEA  già prevista a livello comunitario dalla direttiva 1999/93 CE, ha fatto solo recentemente ingresso nel nostro ordinamento.

 

[2] Art. 56. Comma 1 Caratteristiche delle soluzioni di firma elettronica avanzata: “Le soluzioni di firma elettronica avanzata garantiscono: a) l’identificazione del firmatario del documento; b) la connessione univoca della firma al firmatario; c) il controllo esclusivo del firmatario del sistema di generazione della fi rma, ivi inclusi i dati biometrici eventualmente utilizzati per la generazione della firma medesima; d) la possibilità di verificare che il documento informatico sottoscritto non abbia subito modifiche dopo l’apposizione della firma; e) la possibilità per il firmatario di ottenere evidenza di quanto sottoscritto; f) l’individuazione del soggetto che era soluzioni di firma elettronica avanzata ; g) l’assenza di qualunque elemento nell’oggetto della sottoscrizione atto a modificarne gli atti, fatti o dati nello stesso rappresentati; h) la connessione univoca della firma al documento sottoscritto.

 

[3]  In alcuni casi espressamente disciplinati dalla legge, l’accettazione può essere fornita oralmente (art. 57, comma 5 D.P.C.M 22 febbraio 2013 ).

[4] Tale limitazione non vale per la PA che può utilizzare la FEA sia nelle attività endoprocediemntali che nei rapporti ocn i cittadini.

[5] Per questi documenti  si dovrà necessariamente far ricorso all’uso della firma elettronica qualificata o digitale.

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